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Ultra e Trail: Allenare la “base”



di Massimo Santucci e Dott. Marco Giambastiani

Tutto ha inizio da uno zero, tutto nasce dal niente e diventa straordinariamente meraviglioso se costruito con amore e passione.
Così è la vita, così è lo sport.
La parola coordinare è fantastica, perché significa letteralmente ordinare insieme e dà l'idea di cosa significhi creare un qualcosa. Creare è un insieme di suoni che devono rispettare tempi ben precisi, tutto dev'essere armonico.
Da un seme può manifestarsi bellezza e la forza pura della natura, da un progetto nasce un programma che porta diretti verso un obiettivo da conseguire. L'allenamento prepara corpo e mente a raggiungere un obiettivo, qualunque sia la meta desiderata.
Questa premessa per dire che per arrivare a destinazione si parte sempre dal basso, ogni scalino dev'essere conquistato, senza scorciatoie si accede sempre a raggiungere quanto prefisso.

Lo schema motorio di base
Il “gesto atletico”della corsa, risulta come una semplice sequenza di movimenti, che tutti, fin da piccoli abbiamo nel nostro corredo di azioni motorie.
La facilità con cui può essere eseguito però non ce lo deve far sottovalutare, perché al suo interno contiene caratteristiche che, se sviluppate correttamente attraverso l’educazione motoria e sportiva, andranno ad incidere sulla capacità di prestazione nei molteplici sport individuali e nei numerosi giochi sportivi.
Per un corretto sviluppo delle qualità motorie nei bambini è indispensabile fare riferimento ad un allenamento appropriato, e seguire gli schemi motori di base, o movimenti fondamentali, che sono: camminare, correre, saltare, lanciare e afferrare, strisciare e rotolare, arrampicarsi.

Camminare
È una delle più naturali espressioni del comportamento motorio.
II bambino già intorno ai 12 mesi comincia ad appropriarsi di questo gesto e col passare degli anni acquista sempre più sicurezza migliorando la scioltezza, l'ampiezza del movimento, la leggerezza del passo, la sincronia e la coordinazione.
All'inizio dell'età scolare, il bambino ha già una buona padronanza del gesto: la capacità di camminare con sicurezza può essere usata per esercitare diverse forme di equilibrio, per valutare spazio e distanze, per orientarsi e per avvertire il senso ritmico.
Più avanti il movimento del camminare potrà essere legato a esercitazioni aerobiche di sforzo prolungato.

Correre
Correre è uno schema motorio che si acquista completamente attorno ai 5 anni e ancora a 6 il bambino è carente nel controllo delle parti distali.
Con il passare del tempo egli acquista la completa padronanza del movimento e correre diventa un strumento naturale utilizzato nell'espressione di quasi tutti i gesti sportivi.
Perché? Analizziamo il gesto atletico “corsa” per capire cosa troviamo al suo interno.
CORSA: particolare modalità di spostamento del corpo, caratterizzato da una fase di appoggio, estensione, spinta al suolo su un arto inferiore e poi sull’altro e da una fase intermedia di volo (fase aerea del passo di corsa).
Detta così sembrerebbe una complessa azione motoria, ma all’interno di questa sequenza di azioni motorie troviamo lo sviluppo di qualità basiche, importantissime in ogni sport/gesto atletico, e sono le caratteristiche elementari del movimento.

Caratteristiche elementari del movimento
COSTANZA DEL MOVIMENTO:
è il grado di coincidenza di più esecuzioni ripetute di atti motori, oppure dei singoli cicli in un atto motorio (ripetizione costante).
La costanza dipende dalla padronanza della tecnica e garantisce l’economia del movimento nelle prestazioni di velocità e resistenza.
Fondamentale per la prestazione è la costanza della struttura del movimento (costanza dei parametri spazio, tempo, ritmo).
PRECISIONE DEL MOVIMENTO:
è il grado di coincidenza tra i risultati finali o parziali di un atto motorio e gli obiettivi generali o parziali prefissati. Precisione legata al tempo (tempi di passaggio nella corsa).
FLUIDITA’ DEL MOVIMENTO:
è il grado di continuità di un movimento. Evidenzia il grado di coordinazione, in quanto rappresenta il grado di coordinamento tra gli impulsi di forza e l’azione delle forze esterne.
FORZA DEL MOVIMENTO:
è la grandezza della forza utilizzata per eseguire un movimento. Solo l’impiego della forza muscolare produce il movimento.
L’atto motorio viene controllato regolando l’intensità e la successione cronologica della forza utilizzata.
VELOCITA’ DEL MOVIMENTO: caratteristica indispensabile per osservare, analizzare, insegnare, correggere un atto motorio.
- velocità: durata temporale
- frequenza: velocità di ripetizione (legata al s.n.c.: quanti impulsi riesce a dare il cervello).
AMPIEZZA DEL MOVIMENTO:
è l’estensione del movimento nello spazio.
L’ampiezza ottimale del movimento deve essere determinata in qualsiasi atto motorio.
Lo sviluppo di queste caratteristiche porta all’incremento della coordinazione motoria.

La coordinazione motoria
La coordinazione motoria è ordinare insieme fasi motorie, movimenti parziali, impulsi di forza, contrazioni muscolari e l’intera varietà dei processi parziali fisiologici in vista di un determinato obiettivo.
La coordinazione motoria viene sviluppata maggiormente nei movimenti ciclici dove abbiamo la ripetizione reiterata di un ciclo fondamentale. Importante è conoscere la struttura base del movimento che può essere definita come la composizione attraverso processi parziali, fasi, che sono collegati tra loro attraverso rapporti che si stabiliscono in funzione del compito assegnato.
Il movimento è articolato in 3 fasi, ognuna delle quali ha con la precedente, e con la successiva, stretti rapporti reciproci di finalità e casualità.
Fase di preparazione; fase principale; fase finale
La corsa porta allo sviluppo anche di una caratteristica strutturale complessa del movimento fondamentale in tutti gli sport, la capacità di ritmizzazione.

Capacità di ritmizzazione
E' la capacità di percepire e di attribuire un opportuno andamento ritmico agli atti motori, attraverso un’appropriata organizzazione cronologica delle contrazioni/decontrazioni muscolari.
Per l’apprendimento e l’esecuzione di un movimento con il giusto ritmo, si deve avere un modello ritmico interiorizzato (immagine motoria).
E’ più facile manifestare la capacità di ritmizzazione in movimenti a carattere ciclico (la corsa appunto) che in movimenti aciclici.
Un alto livello di questa capacità favorisce i processi di apprendimento motorio in qualsiasi movimento.
Ecco perché la corsa è uno schema motorio di base: sviluppa nella persona/atleta capacità fondamentali per il proseguo dello sviluppo in ogni tipo di movimento/sport.
Quando ogni funzione del corpo è ben allenata riceviamo sempre in cambio buonissime cose, ne possiamo essere certi.

da www.santuccirunning.it    -    richiedi ulteriori informazioni
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